Intervista ad Alyssa Cioni, astro nascente nel panorama delle ruote tassellate

Alyssa Cioni in gara
Alyssa Cioni in gara
(tutte le fotografie tratte dall’archivio di Alyssa Cioni)

Si sa, nel nostro lavoro i piloti devono aver già lasciato traccia delle proprie gesta affinché ci si possa accorgere di loro. Ma noi della redazione di Motoridacorsa cerchiamo sempre di scoprire chi si affaccia a questo sport e muove i primi passi nell’ambito delle corse. Questa volta siamo venuti a conoscenza di una giovane promessa delle ruote artigliate. E subito abbiamo voluto conoscerla.

Incontriamo Alyssa a fine anno, dopo che il campionato si è chiuso e sono avvenute le premiazioni di rito. Ci aspettavamo una ragazza che, nonostante la giovane età, in virtù dello sport praticato avesse un portamento spavaldo, una sicura di sé, al limite dello sfrontato… e invece incontriamo una ragazza che ci ha ricordato molto la canzone degli Stadio: “Chiedi chi erano i Beatles”. Sembra quasi che la strofa “… la ragazzina carina, con il naso garbato e la vocina…” gli si addica alla perfezione. Molto educata, dalla voce sottile e dai tratti delicati, scopriamo però che, a dispetto del suo aspetto esteriore e portamento, la giovane pilota di grinta ne ha… e da vendere. Secondo noi darà filo da torcere a molta gente; o almeno questa è la nostra speranza.

Conosciamo insieme Alyssa Cioni attraverso alcune risposte che ci ha concesso durante una intervista tra la stagione appena trascorsa e quella che deve ancora iniziare. Durante un periodo “vuoto”, come si fa con i piloti veri, quelli importanti per capirci; quelli che durante il campionato non hanno troppo tempo perché sono concentrati e si devono allenare. E questo ci è piaciuto: anche se in erba, Alyssa ha preso il cross molto sul serio e, per usare un gergo consono ai giovani d’oggi, ci dà dentro di brutto!

D – Nell’immaginario collettivo la pista è pulita ed il cross è uno sport per veri “duri“. Da cosa nasce la tua passione per il fango?

Alyssa Cioni
Alyssa Cioni agli albori sul Malaguti 50cc regalato dal papà

Alyssa: “Eh… bella domanda (…e sospira, quasi come per perdersi nei ricordi piacevoli di un tempo. N.d.r.). È una passione che mi è scaturita quando mio papà mi ha regalato una motoretta (Malaguti 50cc monomarcia. N.d.r.). L’ho provata in cortile e da lì ho voluto provarla subito in pista. Lui mi ha comprato tutto il necessario per proteggermi, intendo casco, ginocchiere, gomitiere e tutte le protezioni del caso; ed è cominciata. Quando ho iniziato a fare sul serio, ed ho praticamente piegato in due il mio primo Malaguti, mio padre è stato costretto a regalarmi una motoclicletta seria, con le marce e tutto il resto (…e sorride. N.d.r.). Diciamo che la passione è nata così, anche se ero comunque affascinata da questo sport anche prima”.

D – A dodici anni ti sei iscritta nel Campionato Regionale, terminando in dodicesima posizione (sulla ricursività dei numeri ci torneremo più tardi. N.d.r.). Sei rimasta delusa oppure questo è servito a darti la carica giusta per tirare fuori la grinta?

Alyssa: “A dire il vero cominciai facendo soltanto una gara di campionato, e nelle maschili! Sapevo che mi sarei confrontata con i ragazzi che andavano forte veramente. E comunque terminai la gara in dodicesima posizione, ma me lo aspettavo: volli verificare come andavano loro e come ero in grado di pilotare io. Tutti quelli che mi erano vicini all’epoca, e che lo sono tutt’ora, mi dissero che ce la potevo fare, ed io ce la misi tutta per riuscire a farmi valere ed emergere. Questo è servito a darmi grinta e voglia di vincere”.

Alyssa Cioni in gara
Alyssa Cioni in gara

D – L’anno successivo, il 2016, ti ha visto incappare in un infortunio che ti ha fermato per novanta giorni. Hai messo in conto che queste cose possono accadere e compromettere il campionato?

Alyssa: “Purtroppo si. È un aspetto con il quale ogni pilota si deve confrontare. Succede ai grandi ed è successo anche a me. Ma ne sono preparata. Appena subito l’infortunio volevo salire immediatamente in sella. Quando mi hanno comunicato che mi sarei dovuta fermare per tre mesi non ci volevo credere, volevo disputare la gara successiva per non perdere troppi punti in campionato. Ma ormai il mio percorso era compromesso, e questo è servito per prepararmi meglio e darmi ancora più grinta per la stagione successiva”.

Alyssa Cioni in gara
Alyssa Cioni in gara

D – Nella stagione appena trascorsa hai disputato tre campionati (femminile, maschile e Trofeo)  e sei salita per due volte sul gradino numero due del podio. Non pensi che sia il caso di prendere in considerazione soltanto il numero uno e dedicare tutti i tuoi sforzi in un’unica direzione?

Alyssa: “Si. Decisamente!”. È una laconica, quasi piccata, risposta che non lascia addito ad altre interpretazioni. Questa volta Alyssa vuole fare sul serio.

D – Nel 2018 avrai quindici anni e ti cimenterai nel Campionato Italiano. Antonio Cairoli (ne hai sentito parlare vero?) circa alla tua età vinceva il Campionato Juniores, possiamo dire che sei assolutamente in orario sulla tabella di marcia. Quanta voglia hai di finire l’anno con un successo pieno?

Alyssa: “Tantissima, troppa! (E si lascia andare ad un sospirone. N.d.r.). Quest’anno ho tutte le carte in regola per far mangiare la polvere ai miei avversari, la moto è a posto ed io sono molto carica”.

Alyssa Cioni qualche attimo prima della partenza
Alyssa Cioni qualche attimo prima della partenza

D – Questa è una domanda banale ma te la dobbiamo assolutamente fare: come riesci a conciliare gli allenamenti con la scuola?

Alyssa: “È difficile. Purtroppo rispetto ad altri ragazzi io vado a girare soltanto nel fine settimana. Ho la scuola ed i miei genitori non me la farebbero saltare per niente al mondo; i campi per allenarsi sono lontani e, anche se finisco alle 14, sia mamma che papà lavorano e possono portarmi agli allenamenti soltanto sabato e domenica; devo ringraziare tantissimo il motoclub Energy di Origgio (nel quale Alyssa è iscritta. N.d.r.) ed in particolare il presidente Ezio Molinari e la segretaria Luisa Caselle che mi portano molto spesso in vece dei miei genitori”.

D – Scherziamo per un attimo. Cosa vorresti fare da grande se dovessi scoprire che il motocross non fa per te?

Alyssa: (Ride quasi sarcasticamente. N.d.r.) È una bella domanda… sto studiando all’istituto prefessionale per odontotecnici e, se dovessero andare bene gli studi, il mio lavoro sarebbe quello. A patto di non diventare un campione del calibro di Tony Cairoli o Valentino Rossi per citarne due esempi”. E tutti noi della redazione te lo auguriamo ovviamente.

D – A proposito di Antonio Cairoli… nella tua cameretta quali fotografie hai appeso: le sue o quelle di Kiara Fontanesi?

Alyssa: “… ecco… dunque: (Sembra quasi pensarci su per un attimo ma non è così, vuole solo scandire molto bene i nomi, quasi con una punta di orgoglio! N.d.r.) Tony Cairoli e la Nocera (Francesca Nocera, campionessa italiana di motocross femminile. N.d.r.)”.

Alyssa Cioni durante le procedure prima della partenza
Alyssa Cioni durante le procedure prima della partenza

D – Tutti i piloti hanno un loro rituale scaramantico prima di entrare in pista. Anche tu ne hai già uno oppure pensi solo ad abbassare la visiera e darci dentro con la manetta?

Alyssa: “A dire il vero nelle gare femminili c’è molta grinta. Quindi di tempo per i rituali ce n’é poco. Solitamente metto il casco e comincio a pensare a me stessa ed alla gara. Quando faccio il cancelletto sono molto tesa (“Fare il cancelletto” nel gergo dei crossisti significa battere con gli stivali la riga che separa la moto dalla barra di ferro che si abbasserà automaticamente al via per garantire un grip migliore allo pneumatico. N.d.r.), però quando salgo in sella la tensione svanisce e prende il posto la concentrazione. L’unica cosa che faccio è… non so se avete presente Facchetti (Gianluca Facchetti, Campione del Mondo Juniores 125. N.d.r.), sbatto le braccia come fa lui per scaricarmi la tensione, dal basso verso l’alto come fa lui (E mima il gesto con le braccia. N.d.r.) perché è una gestualità che mi scarica. Ma dopo, nei 15 secondi, sono soltanto io, la moto e nient’altro”.

D – Torniamo seri. Per vincere, si sa, bisogna essere anche degli ottimi collaudatori. Quanta affinità hai con la messa a punto del mezzo?

Alyssa: “In alcune piccole cose non riesco ancora ad accorgermi dei cambiamenti; per esempio se papà dovesse spostarmi un poco il manubrio o qualche altro particolare estetico probabilmente non me accorgerei. Invece mi rendo conto immediatamente se c’é qualcosa che non va nel motore e se la frizione slitta”.

Alyssa Cioni in gara
Alyssa Cioni in gara

D – Se dovessi descrivere la tua guida, quali attributi utilizzeresti?

Alyssa: “Principalmente in allenamento sono molto sciolta, cerco sempre di migliorare il tempo sul giro e sono attenta e calcolatrice. Provo ad impostare bene la guida e le curve. In gara invece non capisco più niente: quando ho davanti una avversaria mi mette ansia, la devo superare. Ci dò dentro di manetta e non penso più a nulla. La devo sorpassare e basta! A costo di sfasciare tutto e fondere il motore. Se questa si può chiamare una guida grintosa allora direi che sì, ho una guida di quel tipo, di sicuro non calcolatrice e tranquilla (E ci ride sopra! N.d.r.)”.

Alyssa Cioni in gara
Alyssa Cioni in gara

Come vedete Alyssa ci mette tutta la passione che un buon pilota deve avere; ed ha tutte le carte in regola per emergere e diventare una stella nel firmamento delle ruote tassellate. Noi di Motoridacorsa ci auguriamo che questo possa avvenire, così potremo sicuramente essere tra quelli che avranno avuto l’onore di parlarne quando la Cioni non era che uno scricciolo su di una moto tra tante altre ma che, di questo ne siamo sicuri, la guidava con il rispetto e la grinta che questo sport così nobile si merita. Brava Alyssa, da oggi Motoridacorsa tiferà anche per te. Dacci dentro!

(rbt)

 

Alyssa Cioni (la seconda da dx in ginocchio) durante la premiazione del Trofeo ASI Femminile
Alyssa Cioni (la seconda da dx in ginocchio) durante la premiazione del Trofeo ASI Femminile

 

Alyssa Cioni (la seconda da dx) durante la premiazione del Trofeo ASI
Alyssa Cioni (la seconda da dx) durante la premiazione del Trofeo ASI

 

Alyssa Cioni (la seconda da dx in ginocchio) durante la premiazione del Trofeo Regionale Maschile ASI
Alyssa Cioni (la seconda da dx in ginocchio) durante la premiazione del Trofeo Regionale Maschile ASI