Gran Premio del Giappone – Una pista che fa scuola

Suzuka, il circuito più amato e… imitato

La paura del tifone Trami – che purtroppo ha fatto gravi danni in Giappone – è ormai passata. A Suzuka i giorni che precedono il Gran Premio sono all’insegna del sole splendente e di temperature tardo estive. Ma il meteo annuncia pioggia imminente, che potrebbe durare, a tratti, fino a sabato prima delle qualifiche.

Gran parte della squadra è arrivata in Giappone direttamente dalla Russia. E’ sempre emozionante vedere come il Suzuka International Circuit si anima giorno dopo giorno, come alle famiglie che portano i bambini al grande parco divertimenti si mescolano man mano i tifosi della Formula 1, che qui sono veramente unici per passione e inventiva.

Se chiedete a un pilota – e quelli di Scuderia Ferrari non fanno eccezione – di elencare le sue tre piste preferite, il 99 per cento includerà il tracciato creato nel 1962 dall’olandese John Hugenholz per realizzare una pista di collaudo commissionata dalla Honda. Si tratta in realtà di un circuito “modulare”, che può sfruttare diverse configurazioni e lunghezze a seconda del tipo di gara: ma la pista del Gran Premio, con i suoi 5,807 Km, è naturalmente la più conosciuta.

Una successione di curve senza respiro, compresa la doppia “esse” in salita che ha ispirato impianti più moderni come quello di Austin. Poche frenate, velocità di punta prossime ai 330 Kmh nonostante non ci siano lunghi rettilinei, sorpassi non facili ma piloti sempre impegnati. Una pista “da ritmo” dove un buon bilanciamento aerodinamico è la chiave per essere veloci.