Davide Giugliano, ci piace anche a noi la sua prima pole stagionale!

Il mondiale Superbike fa capolino in Italia per la sua quinta tappa. Si scende in pista ad Imola, dove a scaldare la temperatura, oltre ad un caldissimo sole, c’è anche un calorossisimo pubblico che applaude il ritorno del beniamino di casa, Davide Giuliano.

E lui risponde prontamente conquistando la sua prima pole stagionale, davanti ai due piloti Kawasaki, Tom Sykes e Jonathan Rea.rnrnNoi lo abbiamo incontrato venerdì sera per raccontarvelo con questo speciale.rnrnrnDavide Giugliano numero di gara 34, segni particolari: guida la Ducati Panigale R.rnrnLa sua squadra è quella di Aruba.it Racing Ducati SBK Team; la sua moto è la bicilindrica quattro tempi a L di 90° di Borgo Panigale che nel week end italiano la porterà in pista, per la prima gara stagionale, sul circuito dell’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari di Imola. Per il mondiale si tratta del quinto round della stagione ma per Davide è, a tutti gli effetti, il primo.rnrn[showpicr]sbk_0629_davide.jpg[/showpicr]Un fine settimana importante per il pilota italiano che rientra in pista dopo lo sfortunato incidente di Phillip Island, dello scorso febbraio, durante i test pre-stagionali, e dopo uno stop forzato durato quasi tre mesi a causa di importanti fratture riportate alle vertebre. A sostenerlo, oltre al caloroso pubblico del Santerno, ci sono anche i volti noti della Ducati MotoGP come Gigi Dall’Igna (Direttore Generale del reparto corse Ducati) e Paolo Ciabatti (Direttore Sportivo).rnrnrn[showpicc]sbk_0846_davide_e_paolo_ciabatti.jpg[/showpicc]rnrnrnDavide, probabilmente sarà una domanda ripetitiva in questi giorni, ma corre l’obbligo di chiedere anzitutto come stai e come ti senti dopo questa giornata di prove?rnrn“Non è facile rientrare dopo quasi tre mesi di assenza, sono veramente tante le cose che non ho fatto in questo periodo di stop forzato. La prima è, ovviamente, andare in moto e, di conseguenza, mancano tutti gli automatismi che questo comporta. La seconda è che non sono riuscito ad allenarmi, e nel nostro sport non è sicuramente di poco conto.rnrnDopo le due prove libere diciamo che fa male la schiena perchè comunque ho subito tre fratture importanti, su L1, L2 e D12. Insomma non è facilissimo, però sembra il male minore in questo momento. La cosa più importante è che non ho tantissima forza e questo è scontato, potrò riacquistarla solo con l’allenamento”.rnrnrn[showpicc]sbk_0755_davide_marinelli.jpg[/showpicc]rnrnrnI tempi di oggi però hanno già fatto segnare un buon recupero.rnrn“Io mi sento comunque in forma, anche se dobbiamo fare i conti con due gare ed una durata che non è da sottovalutare” (19 giri per una lunghezza totale di 93,784 chilometri a gara, ndr).rnrnrnIl tuo compagno di squadra, Chaz Davies, si trova nella terza posizione della classifica mondiale. Come pensi di recuperare il gap?rnrn“Dobbiamo vivere gara per gara, Chaz sta facendo molto bene, sono contento per lui ma soprattutto per la squadra, per la Ducati, che se lo merita dopo alcuni anni non facili. L’unica strategia è cercare di andare più forte possibile e massimizzare tutti i risultati”.rnrnrn[showpicc]sbk_8496_giugliano.jpg[/showpicc]rnrnrnQuest’anno avete messo a punto una moto fortissima e competitiva quindi sia tu che Chaz avete buonissime possibilità di giocarvela sempre tra i primi.rnrn“Aver lavorato tanto con la squadra è sicuramente un punto a nostro favore. Fortunatamente abbiamo avuto un team e una casa madre che ci hanno supportato per tutto il lavoro di sviluppo, e oggi abbiamo una moto molto competitiva”.rnrnrnPer cui Dall’Igna c’entra…rnrn“Mah… (sorride) c’entrano tutti. Ducati è una bella famiglia, una grandissima realtà e Gigi è a capo del reparto corse, quindi gestisce tutto al meglio. Certo, sono tutti i ragazzi che hanno lavorato in gruppo, come abbiamo detto, in famiglia; e Gigi sicuramente li ha coordinati al meglio”.rnrnrn[showpicc]sbk_0881_davide_e_pirovano.jpg[/showpicc]rnrnrnImola è una tappa ambitissima da tutti i piloti, persino i tuoi colleghi inglesi si sentono pronti a salire sul podio, pieni di aspettative per il week end italiano. Ma… che cosa ha Imola di così particolare rispetto alle altre gare?rnrn“Direi cos’ha l’Italia di così particolare… lo vediamo nel paddock, sulle tribune e un po’ dovunque, la tifoseria ti contagia con il suo calore. Essere italiano vuol dire anche essere passionale in certe cose. Non dico che gli altri non lo siano, però noi dimostriamo di averne un po’ di più. Ma diciamo che questa nostra passione contagia un po’ tutti i piloti stranieri, ecco perchè i miei colleghi vogliono fare bene in Italia. Perchè il nostro pubblico, quello che segue le corse, lo fa con tanta passione”.rnrnrn[showpicl]dsc_0313.jpg[/showpicl]A volte abbiamo l’impressione che alla guida della tua moto ci siano due Davide, ovvero: a volte c’è il Davide passionale che guida con il cuore ed ottiene risultati premianti come il podio. A volte c’è quello che guida volendo dimostrare tutta la sua superiorità. E viene tradito dalla troppa potenza che ci mette. È solo una nostra impressione?rnrn“Si. L’impressione è giusta. Ma vi garantisco che fa parte tutto dello stesso Davide. Io devo imparare a gestire alcune cose e penso che questo si veda, e non debba nemmeno dirvelo. È anche vero che voglio sempre dimostrare quello che valgo, forse questo a volte mi ha penalizzato e fatto commettere errori. A volte c’è stata la frustrazione di non riuscire ad arrivare, a raggiungere l’obiettivo. E anche se hai quelle sensazioni positive, e le senti con il cuore, con la mente e con il polso, non basta. E ti rendi conto che la realtà è un’altra. E ti tocca cedere agli eventi, ricominciare e ricostruire tutta la tua gara.rnrnMagari in tante situazioni non ero a postissimo, ma ho voluto andare avanti lo stesso e, forse, questo non mi ha aiutato. Sono convinto che dagli errori si possa imparare molto… come si dice: chi non risica non rosica!”.rnrnrnDomani Davide dovrà vedersela anzitutto con il suo compagno di squadra Chaz Davies, anche lui fortissimo sulla pista di Imola, che partirà dalla quarta casella. Al semaforo verde avrà in prima fila la compagnia blasonata delle due Kawasaki guidate rispettivamente da Tom Sykes, autore dell’imbattuto record di pista conquistato nel 2013, e da Jonathan Rea, attuale leader della classifica con 190 punti, che l’anno scorso, proprio a Imola, fece doppietta aggiudicandosi la vittoria delle due gare con la Honda del Team Pata.

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Angela Cacamo