Circuito Piacenza revival

a cura di Piero Venturarnfotoservizio di Maggi e Tomazzoni

Nel 1947, a Piacenza, come in quasi tutto il Paese, gli edifici colpiti dalle bombe mostravano ancora le loro ferite rosse di mattoni divelti.rnrnIn questo scenario, in cui la ripresa della vita proseguiva lenta, c’era però un luogo magico: il “Fàscal”, il viale che orna le mura antiche rivolte a Sud affacciate sulla campagna allora verde e intatta, era lo spazio della gioia dell’ardimento, della novità.rnrnrn[showpicc]2_ferrari_125s.jpg[/showpicc]rnrnrnIl nastro stradale era sconnesso, ma rattoppato qua e là nelle buche più profonde e l’ombra dei platani favoriva la presenza del pubblico.rnrnrn[showpicc]circuito_di_piacenza.jpg[/showpicc]rnrnrnEra il luogo ideale per gareggiare con le biciclette o con le moto organizzate con grande fantasia e pochi mezzi. Il primo segno di una certa volontà di fare cose più impegnative giunge esattamente 68 anni fa, l’ 11 maggio 1947, giorno in cui L’ACI Piacenza organizza, sul Fàscal, il Circuito Automobilistico di Piacenza valida quale prima gara del Campionato italiano.rnrnUn circuito di 3300 metri che si snodava dal Fàscal allo stradone Farnese, mentre a dirigere la gara fu chiamato Renzo Castagneto, uno dei quattro inventori della 1000 Miglia.rnrnrn[showpicc]circuito_di_piacenza_2.jpg[/showpicc]rnrnrnErano presenti tutti i nomi che contano dell’automobilismo, Brivio, Sanesi, Maggi, Taruffi, Tadini, Ascari, Serafini, Villoresi, Etancelin, gli Ing. Massimino e Colombo, e i costruttori Ferrari e Maserati.rnrnrn[showpicc]siata_636_del_1937.jpg[/showpicc]rnrnrnEssendo nel frattempo scaduto il divieto all’Alfa Romeo di non poter costruire automobili con il proprio nome, fu così che a fine ’46 vide la luce la 125S, prima Ferrari costruita a Maranello e che Enzo Ferrari fece debuttare al Circuito di Piacenza, dove schierò Franco Cortese.rnrnTre le categorie in programma, la 750, in cui la vittoria andò ad Avalle con la Fiat Topolino a 98,835 km orari di media; la 1100, vinta da Righetti con la Stanguellini a 110,608 Km orari di media; e la Categoria Massima con 19 vetture in griglia.rnrnAi primi due posti si piazzano Barbieri a 115,338 di media davanti ad Angiolini entrambi su Maserati. La Ferrari dimostra le grandi qualità velocistiche della 125S, ma è costretta al ritiro a 4 giri dal termine per un guasto alla pompa di alimentazione.rnrnrn[showpicc]3_un_momento_della_manifestazione.jpg[/showpicc]rnrnrnUn salto indietro nel tempo lo si è fatto lo scorso 9 e 10 maggio a Piacenza con il revival del Circuito automobilistico del 1947.  Con quarantaquattro le vetture di tutte le marche allineate sul Fàcsal, il pubblico passeggio, per rievocare la gara d’esordio della Ferrari.rnrnrn[showpicc]ferrari_125.jpg[/showpicc]rnrnrnEd è stata proprio la 125S, opera prima della Casa del Cavallino, a scattare davanti a tutti dalla linea di partenza. Alla guida Antono Ghini, responsabile dei Musei Ferrari di Modena e Maranello, per l’occasione abbigliato come Franco Cortese, il pilota che la guidò al debutto agonistico.rnrnrn[showpicc]alfa-maserati-prete_1953.jpg[/showpicc]rnrnrnQuesta volta il rombo della vettura era intonatissimo e ha concluso i sei giri del tracciato senza il minimo inconveniente. Quando tagliò traguardo gli organizzatori del CPAE, Club Piacentino Automotoveicoli d’Epoca, hanno sventolato la stessa bandiera a scacchi in seta utilizzata quasi settant’anni prima dal direttore di corsa Renzo Castagneto che ha salutato tutti partecipanti che hanno voluto rivivere la corsa, respirare le atmosfere, i colori, i suoni, il rombo di motori di un tempo.rnrnrn[showpicc]stanguellini_sport_del_1948.jpg[/showpicc]rnrnrnOggi come ieri la prova è stata riservata alle vetture sport, le “barchetta” biposto che hanno scritto pagine memorabili della storia dello sport automobilistico.