Jules, “Come back if possible”

Sono davvero tanti i messaggi e le fotografie che in queste ore riempiono le bacheche dei social per commemorare, ricordare e testimoniare l’affetto per Jules Bianchi.

E se queste sono notizie che non vorresti mai scrivere, perchè non ci sono mai parole giuste per raccontare di una persona che ci lascia, a spronarci sono proprio quei fan che scrivono parole semplici ma così piene di significato. Ecco che vogliamo unirci a tutti quelli che nella loro bacheca hanno scritto: “R.I.P. Jules, come back if possible”.rnrnIl giovane pilota francese avrebbe compiuto 26 anni il prossimo 3 agosto. Il talento di Jules non si fa attendere troppo, dopo il suo esordio nel marzo 2013 al volante della Marussia proprio nella scorsa stagione di Formula 1, in occasione del Gran Premio di Monaco conquista i primi, e finora ancora unici, punti per il team. Una carriera cominciata sui kart nella categoria Junior nel 2004, passando alle monoposto nel 2007 sino ad arrivare, nel 2010, alla Ferrari Driver Accademy. E proprio la Ferrari, in diverse occasioni, lo schiera per i test stagionali.rnrnQuando lo conosciamo è il 2012. È il terzo pilota della Force India. Un ragazzo semplice, uno che non si da arie. Arriva con il suo zainetto in spalla ed arrossisce se qualcuno gli chiede l’autografo. Sorride se gli scatti una fotografia.rnrnTanti i se o i ma. Chi sarebbe diventato Jules se, nell’ottobre scorso, durante il GP di Giappone qualcuno avesse fermato quella inutile gara che si stava disputando sotto una pioggia battente?rnrnNon è il giorno della polemica e a questa domanda non troveremo mai una risposta che possa acquietarci.rnrnMa non possiamo far passare il messaggio, che in queste ore sta facendo il giro del mondo, che in Formula 1 non moriva un pilota da 21 anni.

rnrn#Oggi_è_solo_il_giorno_di_Julesrnrnrn

Angela Cacamo