Virginia Lenzi al Monster Energy Monza Rally Show 2015

Ecco se avessimo scritto nel titolo Valentino Rossi, Tony Cairoli, Thierry Neuville, Paolo Andreucci Vitantonio Liuzzi, solo per fare alcuni dei nomi blasonati del motorsport presenti al Monza Rally Show, saremmo stati i soliti media con la notiziona in prima pagina, quindi abbiamo deciso di scovare una storia nuova per questo rally. Una storia che arriva dalla montagna e più precisamente dal Passo della Presolana nella provincia di Bergamo.

Quindi se vi stiamo incuriosendo allora leggete tutto questo articolo e scoprirete chi è Virgina Lenzi! Virginia chi?!? Virginia Lenzi. Classe 1998, del vecchio secolo sì, ma non ancora maggiorenne.rnrnFiglia d’arte: papà Aldo navigatore dal 1979, sedile di destra come ama definirsi lui, ha navigato molti nomi noti dei rally. Il suo primo battesimo con Claudio Gallizioli, pilota bergamasco più volte campione italiano, al Rally dei Rododendri a bordo di una Opel Kadett 2000 GR N.rnrnrn[showpicc]profilo_virgy.jpg[/showpicc]rnrnrnOggi Aldo passa il sedile a sua figlia Virginia che farà il suo esordio nella chermesse monzese per navigare Cesare Brusa, il pilota che Aldo ha navigato al suo primo Rally a Franciacorta nel 2014 a bordo di una Peugeot 207 S2000 e dove furono vincitori di classe e 8° assoluti oltre alla scorsa edizione del Rally di Monza a bordo di una Peugeot 208 T16 R5 ma con un risultato meno fortunato. rnrnMa torniamo a Virginia, raccontaci di te, della tua passione per i rally e cosa fai nella vitarn“Sono nata a Clusone, in una bella giornata di primavera, il 25 marzo 1998 (è ancora troppo giovane per barare sull’età, ndr), vivo con i miei genitori, Antonella e Aldo e il mio fratellino Leonardo sul Passo della Presolana, un bellissimo paesino di montagna che adoro. A due anni e mezzo sono già sulle piste innevate, grazie a mio papà maestro di sci. La velocità e l’adrenalina fanno parte del mio DNA. Stare sulla neve, in mezzo alla natura, andare veloce con gli sci mi trasmettono un senso di libertà e divertimento puro. D’inverno invece di andare all’asilo seguivo mio papà sulle piste da sci, chiudendogli il gruppo. A volte raccoglievo qualche suo allievo che cadeva. Lo sci è stata la mia prima passione, direi amore a prima vista. La mia carriera sportiva inizia con lo Sci Club Orezzo a sette anni. Con i miei allenatori Musi e Chiara ho conquistato due vittorie nella categorie baby e molti altri piazzamenti sul podio. Sono stati anni bellissimi, pieni di esperienza ma anche di molta disciplina. Ho avuto l’opportunità di conoscere persone che mi hanno formata sportivamente ed ho imparato ad organizzarmi la quotidianità gestendo lo studio, i viaggi per gareggiare e gli allenamenti. Mi divertivo e sciavo bene, posso dirlo? Ero brava! Però accusavo sempre dei problemi al ginocchio esterno e non caricavo bene. Da lì ne conseguono numerose visite ortopediche con un esito davvero sfortunato: le ginocchia valghe e i piedi piatti. Nel giugno 2009 mi sottopongo ad un intervento chirurgico importante, all’Ospedale Galeazzi di Milano, dove vengono corrette entrambe le ginocchia e la caviglia con l’introduzione di tre viti e alcune placche per risolvere il problema.rnrnrn[showpicc]profilo_virgy2.jpg[/showpicc]rnrnrnPer amore della mia passione per questo sport, nonostante la ferraglia di cui sono dotata, nell’inverno 2009-2010 provo a sciare ma ovviamente con scarsi risultati. Lo sforzo e il dolore sono indescrivibili. Nel giugno 2010, mi sottopongo ad un altro intervento per togliere tutto l’acciaio ma le mie ginocchia non sono state più quelle di prima. A novembre durante un allenamento di gigante sul ghiacciaio Presena al Passo del Tonale rompo il crociato sinistro. Da lì a poco in allenamento sul Monte Pora rompo anche il crociato destro. Insomma la sfortuna incombe su di me. Non potevano operarmi perché dovevo terminare la crescita ma non potevo nemmeno più sciare. Ero demoralizzata, ma non potevo mollare! Munita di tutori mi alleno e ritorno a gareggiare ma le ginocchia non reggono più e mi fanno cadere. Anni brutti che però mi hanno insegnato a non mollare mai. Lo sci come tutti gli sport, ti può dare e togliere tutto in pochissimo tempo. Per fortuna nel 2013 prima e nel 2014 poi mi sono sottoposta ad altri due interventi che mi hanno permesso di ritornare sugli sci. Ho affrontato molto tempo in palestra per la riabilitazione e quando sono tornata sugli sci, ero felice ed emozionata perché solo io sapevo cosa c’era dietro. Insomma fai un po di introspezione e ti dici che sei stata brava e che ce l’hai fatta.rnrnLa crescita ti porta a conoscere meglio il tuo corpo e oggi so che per salvaguardare le mie ginocchia non posso più gareggiare, ma continuo ad allenarmi per accedere al corso istruttori e diventare maestra di sci. Anche se non ho ottenuti i grandi risultati che sognavo, per la dedizione e la passione per questo sport, lo sci mi ha dato comunque molto e spero di riuscire a trasmettere questi valori ai miei futuri allievi”.rnrnrn[showpicc]img-20151101-wa0000.jpg[/showpicc]rnrnrnMa la passione per i rally? rn“Mio papà mi ha sempre portata a vederli, quando non navigava ovvio. Da piccola andavamo in vacanza in Liguria giusto nel periodo del mondiale rally. Ma credo che, a differenza di oggi, non mi piacesse nemmeno il rumore delle vetture. Nel 2004 ricordo che ero andata a vedere un rally dove il mio papà navigava il suo amico Umberto Tomasoni. La scintilla con questa mia nuova passione, scoppia nel Novembre 2013, quando dopo nove anni di assenza dai rally, mio papà torna a navigare Giampy Bendotti al Monza Rally Show. Mi sono avvicinata ai rally proprio nel periodo buio dello sci, dopo la rottura dei due crociati. Dal quel momento in poi i rally entrano a far parte della mia vita. Sono curiosa, voglio sapere tutto e a casa con mio papà si parla solo di quello. È stato lui ad insegnarmi le prime cose del mestiere navigatore. Senza di lui non sarei qui ora a raccontarmi. Devo molto a mio padre e all’aiuto instancabile che ci mette per insegnarmi tutto.rnrnrn[showpicc]img-20151101-wa0007.jpg[/showpicc]rnrnrnMa dalla passione se voglio passare ai fatti devo comunque necessariamente istruirmi e quindi mi metto alla ricerca e scopro su facebook una scuola di rally molto affermata in tutto il mondo. La Vittorio Caneva Rally School di Asiago (fucina di molti piloti e navigatori del mondiale rally, ndr).rnrnNel settembre 2014 partecipo al corso navigatori, due giorni di full immersion con il navigatore ed istruttore Maurizio Barone. Una preparazione che mi sento di consigliare a chiunque voglia intraprendere questo percorso. Personalmente sono felice di aver frequentato questo corso in una grande realtà internazionale che vive grazie alla passione di un grande professionista come Vittorio Caneva.rnrnA fine Novembre 2014 ho partecipato al corso di abilitazione alla Licenza C nazionale, tenuto a Castelletto di Branduzzo dagli istruttori federali ACI-CSAI di Vallelunga, Lorenzo Granai navigatore e Giacomo Ogliari pilota”.rnrnAbile ed arruolata e pronta per navigare con tutte le carte in regola, e arriviamo al primo rallyrn“Sì e che emozione, il mio primo rally è stato nel febbraio 2015, il Franciacorta Rally Circuit. Per una serie di circostanze mi affiancano ad un pilota sconosciuto sino a quel momento. Paolo Oriella di Bassano del Grappa. E grazie alla sua professionalità mi sono sentita tranquilla nonostante fosse la mia prima gara. Mi ha insegnato molto e spero di tornare presto a bordo con lui. Non siamo stati molto fortunati e ci siamo dovuti ritirare dopo la seconda speciale per problemi meccanici. Putroppo il primo rally è da archiviare con un ritiro ma non si molla mai!rnrnMa le emozioni del primo rally non le dimentichi, la paura di sbagliare ti perseguita, ma devi gestirla e restare lucida. Il navigatore non deve mai farsi prendere dall’ansia”.rnrnrnE ora sei qui al Monza Rally Show per il fine settimana brianzolo più spettacolare dell’anno, come ti stai preparandorn“Ebbene sì, quest’anno parteciperò al Monza Rally Show per navigare Cesare Brusa, che ringrazio per avermi dato questa opportunità. Per me è un sogno correre questo rally anche se non è un vero e proprio rally ma uno spettacolo. Non vedo l’ora! Sono emozionata ma determinata a fare le cose bene. Corrreremo a bordo di una Peugeot 208 T16 R5 nel team P.A. Racing del pilota bergmasco Alessandro Perico. Ho avuto l’opportunità con il mio driver di provare la vettura e ne sono rimasta colpita. Eccezionale! Lo scorso 15 novembre Cesare Brusa ha partecipato in coppia con Alessandro Perico al Rally Ronde di Monza. Una specie di test in vista del prossimo fine settimana. Sono andati benissimo. Hanno vinto la classe R5 e sono arrivati 6° assoluti. Quindi la vettura è al top. Io mi sto preparando guardando moltissimi camera car per imparare, ripasso un po tutte le regole anche in vista del corso per ottenere la licenza C/R internazionale che farò proprio a Monza prima del rally”.rnrnCosa accomuna le tue grandi passioni, lo sci e i rallyrn“Penso siano due sport molto simili, fatti da adrenalina, velocità e cronometro. Per questo ho trovato nei rally ciò che mi mancava dello sci”.rnrnrn[showpicc]img-20151101-wa0008.jpg[/showpicc]rnrnrnUna donna dei rally che guardi con più attenzionern“Il mio modello di riferimento è Anna Andreussi. È un mito e un esempio da seguire. Ha iniziato anche lei dallo sci per poi passare a navigare nei rally. Ho avuto la fortuna di conoscerla ed è sorprendente sia come sportiva che come donna”.rnrnIl tuo futuro sportivo e il tuo sogno nel cassettorn“Innanzitutto spero di ottenere buoni risultati a scuola, nello studio delle lingue che mi piace moltissimo, e per far contenta mamma. Nello sport spero di diventare una buona maestra di sci e di continuare a navigare nei rally. Sembrerà anche una frase fatta ma darò sempre il massimo e mi impegnerò sempre per ottenere il massimo. Il sogno nel cassetto? Non si dice, spero solo di realizzarlo; anche se a dire la verità, sto già vivendo un sogno in questi giorni”.rnrnUn tuo idolo sportivorn“Valentino Rossi… (che domanda, ndr) è il migliore e nessuno sarà mai come lui #iostoconvale!!!!”.rnrnUn ultimo pensiero prima dello shake-downrn“Ho tantissime persone da ringraziare, in particolar modo i miei genitori, senza di loro ora non sarei qui a raccontarvi la mia vita “pulita” di sport. Voglio dire a ragazzi come me, di appassionarsi allo sport che tiene lontano da brutte strade. Non esco mai la sera, preferisco guardare un camera-car o una gara di sci, ed alzarmi presto la mattina per andare a sciare. Lo sport è vita!rnrnNon mollate mai e inseguite sempre la vostra passione!”.rnrnUn pensiero socialrn“P.S.: sono single, ma un bel pilota o navigatore non mi dispiacerebbe! ahhahhhhahha”.rnrnrnAldo ora tocca a te dire qualcosa a Virgyrn“A te Virgy le più belle soddisfazioni che questo mondo mi ha dato, ed ora boost 3 2 1 e viaa!rnrnVai Virgy!”.

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(ac)