Cavallino d’Oro a Mario Andretti, l’eroe dei due mondi

S.Angelo Lodigiano – Pochi piloti hanno guidato una macchina da corsa meglio di Mario Andretti. Ha vinto la 500 miglia di Indianapolis, la Daytona 500, il Campionato Mondiale di Formula 1 e la cronoscalata di Pikes Peak. Ha vinto quattro volte il campionato Indy Car, ha vinto tre volte la 12 ore di Sebring, ha vinto la 6 Ore di Daytona, la 1000 km di Brands Hatch, la 6 Ore di Waktins Glen, la 1000 Km di Monza, ha vinto al volante delle Midget, delle Sport, dei Prototipi, delle Stock cars e delle vetture di Formula 1 e Indy gareggiando sugli ovali americani, nelle corse su strada, negli autodromi europei, ha vinto praticamente a ogni livello dello sport delle 4 ruote da quando è emigrato in America dalla sua nativa Italia all’età di 15.

È un icona delle corse, considerato da molti come il più grande pilota nella storia dello sport. Mario Andretti ha preso la bandiera a scacchi 111 volte durante la sua carriera – una carriera estesa per cinque decenni rimanendo sempre competitivo in tutto questo lasso di tempo: è stato nominato pilota dell’anno in tre decadi differenti (anni ’60, anni ’70, anni ’80) – Indianapolis 500 Rookie of the Year nel 1965 – Martini & Rossi Driver of The Year nel 1967 – ABS Wide World of Sports – Athlete of the year nel 1969, Jerry Titus Memorial Award nel 1977, 1978, 1984, Auto Racing Diges – Driver of the year nel 1977, 1978, 1984, Olsonite – Driver of the year nel 1978, Eastern Motorsports Press Association – Driver of the year nel 1978 – Philadelphia Sport Writers Association – Athlete of the year nel 1978 – Alfred Neubauer Trophy nel 1978 – Elier – Driver of the year nel 1984 – Victor Award nel 1984 – Motorweek Illustrated – Racer of the year nel 1984 – Patrick Jacquemart Trophy nel 1985, Molson Indy Archievement Award nel 1989 – inserito nella Motor Sport Hall of Fame nel 1990 – King of the Road nel 1990, Driver del quarto di secolo (negli anni ‘ 90) – Awardd for Courage in Sports nel 1991 – Laurea Honoris Causa in Scienze del New England Institute of Technology nel 1995 – Miller Nice Guy Award nel 1995 – Laurea Honoris Causa in Lettere dell’Allentown College in Pensilvanya nel 1997, National Father of the year Aword nel 1997 – Medaglia d’oro della Pensilvanya Association of Broadcasters nel 1998 – Lifetime Archievement in Sports Award nel 1999, 2006 e 2010 – inserito nella International Motor Sport Hall of Fame nel 2000 – l’Associated Press lo nominò Driver del secolo nel gennaio 2000 – Inserito nella Automotive Hall of Fame nel 2000 – FIA Gold Medal for Motor Sport nel 2007 – “Vince Lombardi Award” for Excellence nel 2007 e nel Nel 2015 gli è stato conferito presso la Camera dei Deputati il Premio America della Fondazione Italia USA, sempre nel 2015, è stato insignito con il “Cavallino d’oro” alla carriera per iniziativa della Scuderia Ferrari Club Sant’Angelo Lodigiano.rnrnrn[showpicc]2_larrivo_di_mario_andretti_giunge_al_castello_bolognini.jpg[/showpicc]rnrnrnLa Consegna è avvenuta nella serata di lunedì 14 con una cerimonia dai risvolti emozionanti, messa in scena dagli uomini del “Cavallino” di Sant’Angelo guidati dal presidente Maurizio Senna, tenutasi presso il Castello Bolognini, struttura risalente al XIII secolo, stato realizzato secondo l’architettura militare lombarda, a pianta quadrilatera e torri angolari.rnrnrn[showpicc]4_andrettisenna_e_allievi.jpg[/showpicc]rnrnrnDa struttura militare della Signoria di Milano, fu trasformato in dimora estiva da Regina della Scala, moglie di Bernabò Visconti, oggi sede di grandi manifestazioni. Una scenografia perfetta per un grande campione, per un grande uomo, semplice, disponibile e indissolubilmente legato all’Italia dove ad accoglierlo, oltre a numerosissimi appassionati, vi erano i vertici di parecchi Ferrari Club giunti da tutta Italia, giornalisti quali Pino Allievi, Gianni Cancellieri ecc, fotografi, tra cui Colombo, lo storico ingegnere Marelli, con Mario sia in Ferrari che in Alfa Romeo, Rivola dello staff Ferrari, Apicella responsabile dei Ferrari Club ecc. Parlare con Mario Andretti, significa attraversare un tempo lungo, fatto di grandi imprese, grandi campioni, coraggio allo stato brado, forza straordinaria.rnrnrn[showpicc]5_mario_andretti__risponde_al_saluto_dei_presenti.jpg[/showpicc]rnrnrnÈ stata una festa importante, una festa in cui si è visto un Mario Andretti inedito, stupito ed emozionato, tanto da scrivere sul suo sito ufficiale: “Mi hanno assegnato il “Cavallino d’Oro”. È stata una grande festa inattesa e indimenticabile – Grazie”.rnrnrn[showpicc]3_larrivo_di_mario_andretti.jpg[/showpicc]rnrnrnMario Andretti ha disputato 879 gare, vincendone, come detto, 111 e stabilendo 109 pole position. Come pilota porta però con se due grandi rimpianti. Primo, di non aver conquistato un titolo mondiale di Formula 1 guidando una Ferrari, secondo di non avere mai vinto la 24 Ore di Le Mans.rnrnHa disputato ben otto edizioni della prestigiosa corsa endurance, ma non é riuscito andare oltre un secondo posto assoluto e un primo di classe. La sua storia cominciò a Montona, in Istria dove Mario nacque il 28 febbraio 1940. Spesso ci torna, conosce tutto e tutti. Non a caso il libero comune di Montona l’ha nominato sindaco in esilio, nel 2007. Nel 1947, con l’occupazione dell’Istria da parte dei comunisti slavi, gli Andretti emigrarono in Friuli dove trovarono ospitalità in un campo d’accoglienza a Udine, poi furono trasferiti in un campo profughi a Lucca, dove rimasero fino a 1955, quindi, superate le lunghe pratiche burocratiche, gli Andretti emigrarono negli Stati Uniti.rnrnScelsero Nazareth, in Pennsylvania dove vivevano alcuni parenti. Vicino casa vi era una pista sterrata destinata a gare Midget; per Mario fu il luogo ideale per cominciare a correre insieme al gemello Aldo. Ciò gli permise di imparare a stare al mondo comunque, di farsi le ossa con ogni genere di vetture, sino a farsi notare. Già, perché stiamo parlando di un pilota leggendario. Di un albo d’oro personale sterminato, sul quale stanno scritte vittorie di primissimo ordine e di ogni genere. Nonostante le sue 75 primavere Mario Andretti non ha mai annunciato il suo ritiro dalle corse, anzi, è proto a “riprovarci” a Le Mans.rnrnOggi Andretti ha anche tantissimi altri interessi, oltre all’Andretti Racing, è impegnato nel settore petrolifero e molto altro. Amante della vita, dal 1994, Mario rivolge la sua attenzione alla produzione del vino di Napa Valley, un posto in cui ha assemblato i migliori team di esperti che poteva trovare, tra cui uno dei produttori più rispettati del paese, Bob Pepi e dal 1996, la Andretti Winery è impegnata per lo stesso alto livello di eccellenza che ha avuto Mario nei suoi campionati al volante di una macchina da corsa.