Le pagelle della Formula 1 2015: i promossi

Non si può archiviare una stagione di Formula 1 senza prima assegnare i voti di fine anno. Ecco le pagelle delle 10 scuderie e dei 22 piloti che si sono dati battaglia durante il campionato 2015.

VOTO 10:rnMERCEDES: record assoluto di 703 punti nel campionato costruttori, addirittura due in più rispetto allo strepitoso 2014. Anche le 12 doppiette costituiscono un primato storico. Unico neo il debutto del nuovo motore a Monza e Singapore. Il team ha saputo gestire i piloti e da due anni fornisce le power unit più efficienti.rn rnVOTO 9:rnLEWIS HAMILTON: per la guida meriterebbe 10, ma il calo di fine stagione e l’arroganza nei confronti di team e compagno di squadra lo penalizzano. Star costruita, poco incline alla spontaneità, ha raggiunto il 3° titolo come riuscì al suo idolo Senna: però il brasiliano era pilota di tutt’altro spessore umano.rnrnSEBASTIAN VETTEL: autoironico e modesto, mai polemico o remissivo; motivato anche nelle situazioni sfavorevoli; leader senza essere celebrità. Vince, con margine, la sfida interna contro Raikkonen e conquista 3 GP, andando oltre i limiti della macchina: ma non trionfava solo grazie alla Red Bull?rn rnVOTO 8:rnNICO ROSBERG: limita i danni con le 3 ultime vittorie consecutive, ma quest’anno non ha mai impensierito Hamilton per la lotta al titolo. Ancora debole nelle partenze e nei corpo a corpo, a volte battuto anche da Vettel. Nel 2015 Nico rischia di perdere anche il titolo di vice campione.rnrnMAX VERSTAPPEN: classico giovane scapestrato, insofferente d’ogni disciplina. Questo lo porta a compiere manovre rischiose e a disubbidire agli ordini di scuderia. L’esordiente olandese ha effettuato 49 dei 509 sorpassi visti quest’anno, più di qualsiasi altro pilota. Non è pronto per una squadra di vertice, ma in pista è entusiasmante.rnrnSERGIO PEREZ: alla McLaren si perse, al volante della modesta Force India ottiene un podio all’anno. In campionato chiude 9°, più vicino all’ottava piazza di Ricciardo che alla decima del compagno Hulkenberg. Incontenibile nel finale di stagione e nella prima gara di casa a Città del Messico.rnrnROMAIN GROSJEAN: 51 dei 78 punti della Lotus sono suoi. Il podio di Spa, dietro alle Mercedes, sulla pista più tecnica, è da incorniciare. Lascia la scuderia inglese, dopo 4 anni e 10 podi, per accasarsi in Haas, scuderia debuttante americana tutta da scoprire: la F.1 rischia di perdere un talento.rnrnFERRARI: è stato centrato l’ambizioso obiettivo delle 3 vittorie, consolidate da 16 podi totali. La Scuderia è rinata, ma corre come al solito con un pilota solo, visti i limiti di Raikkonen. Qualche incertezza sulle strategie in qualifica, mentre ai box i meccanici sono sempre una garanzia: la Mercedes inizia a preoccuparsi.rn rnVOTO 7:rnFELIPE MASSA: ingaggiato dalla Williams nel 2014 come pilota d’esperienza, il brasiliano fa il suo dovere e regge anche il confronto con il compagno, battendolo nella maggior parte dei casi in gara, sia nei tempi sul giro che nei piazzamenti. Abbonato al podio di Monza, Felipe va però veloce sempre sulle solite piste.rnrnVALTTERI BOTTAS: viene superato in 4^ posizione nel Mondiale da Raikkonen solo all’ultima gara, però è vincente nel duello ruota a ruota contro il connazionale ferrarista durato un paio di GP. Ha meno punti dello scorso anno, ma spesso paga gli errori dei meccanici o dei suoi strateghi.rnrnDANIIL KVYAT: arriva al posto giusto nel momento sbagliato. La Red Bull non va e lui fatica ad inizio campionato; poi cresce, sale sul secondo gradino del podio in Ungheria e chiude addirittura davanti a Ricciardo in campionato. L’età in F.1 continua ad abbassarsi e il russo è alla sua seconda stagione, ma ha solo 21 anni.rnrnCARLOS SAINZ JR: più maturo, più veloce e più sfortunato del compagno Verstappen. Il debuttante, figlio del famoso rallysta omonimo, in classifica accusa un distacco dal compagno eccessivo: il grave incidente in Russia e 4 ritiri consecutivi (in totale 7 su 19 GP) nel cuore della stagione lo privano di punti preziosi.rnrnFORCE INDIA: gli sponsor sulla livrea vanno e vengono, ma il team anglo-indiano resta stabilmente a metà classifica. La power-unit Mercedes e i piloti competitivi non bastano se il budget è ridotto, però la struttura è solida. Peccato per l’inizio di stagione ad handicap dovuto al tardivo battesimo della nuova monoposto.rn rnVOTO 6:rnJENSON BUTTON: il suo pregio è quello di non perdere mai la calma, vivendo l’agonismo con un certo distacco e con la giusta leggerezza. Si discute del valore del suo titolo vinto con la BrawnGP, ma Button resta ben voluto nel paddock e stimato dai team manager.rnrnDANIEL RICCIARDO: voto severo per aver deluso le altissime aspettative. Resta alle spalle (per 3 punti) del nuovo compagno di squadra, pur avendolo battuto in qualifica e nei giri veloci. Sulle piste più tortuose la vettura lo supporta e lui piazza due podi. Alla F.1 mancano i suoi sorpassi da attaccante puro.rnrnFELIPE NASR: alla prima gara ottiene il miglior risultato (5°) e sembra il debuttante dell’anno. La Sauber però non progredisce e al brasiliano non resta che battere, sia in prova che in gara, il più esperto compagno di team. Da troppo tempo manca un campione brasiliano in F.1: Nasr va tenuto d’occhio.rnrnALEXANDER ROSSI: è un pilota di GP2, ma riesce a disputare 5 Gran Premi con la Marussia, del quale è terzo pilota dal 2014. Il 24enne regala, nella sua gara di casa negli USA, il miglior risultato stagionale alla squadra e demolisce il compagno titolare Stevens. Merita assolutamente la promozione a pilota ufficiale.rnrnWILLIAMS: sufficienza risicata, ottenuta più per il 3° posto nel costruttori che per le prestazioni espresse. Team prestigioso ma dai fondi scarsi; il vero problema della scuderia sono però i continui, e a volte imbarazzanti, errori ai box o al muretto, come quelli di Silverstone o Spa. Solo 4 podi godendo del motore Mercedes.rnrnTORO ROSSO: rookie, strategie alternative, incidenti, sorpassi: da anni i faentini ravvivano il Circus come nessun altro; certo, non hanno le pressioni della Red Bull, di cui sono la scuderia satellite. Nel 2015 riescono a limitare i danni dovuti alle scadenti power-unit Renault e azzeccano la scommessa dei baby-piloti debuttanti.

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La “foto di classe” scattata durante l’ultimo GP stagionale ad Abu Dhabi (EAU)

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Francesco Bagini