F1: Gara all’Hungaroring con le temperature più alte viste quest’anno

Come previsto la maggior parte dei piloti ha adottato una strategia di due soste; grazie ad una strategia alternativa, Kimi Raikkonen è arrivato in zona punti dal 14° posto sulla griglia.

Hungaroring, 24 luglio 2016 – Il Gran Premio di Ungheria è stato caratterizzato dalle temperature dell’asfalto più alte viste da inizio stagione, che hanno raggiunto i 54°C.rnrnLa maggior parte dei piloti è partita sulle supersoft prima di passare, come previsto, alle più durevoli soft per gli ultimi due stint. Il miglior piazzamento con strategia alternativa è stato quello di Kimi Raikkonen, sesto, partito sulle soft per poi effettuare due stint sulle supersoft, di oltre un secondo più veloci delle morbide. rnrnLewis Hamilton ha vinto la gara, partendo dalla seconda posizione, dopo aver preso il comando al via e mantenendolo nonostante la competitività del compagno di squadra Nico Rosberg, spesso a meno di un secondo dall’inglese. Battaglia altrettanto serrata per l’ultimo gradino del podio tra la Red Bull di Daniel Ricciardo e la Ferrari di Sebastian Vettel.rnrnPaul Hembery, direttore motorsport Pirelli: “Oggi abbiamo avuto le temperature della pista più alte viste da inizio stagione dopo il pomeriggio di pioggia torrenziale di ieri. Pioggia che ha fatto sì che i piloti avessero una buona quantità di pneumatici nuovi tra cui scegliere per la gara, situazione che hanno sfruttato al meglio. In queste condizioni impegnative tutti hanno spinto dall’inizio alla fine, adottando per la maggior parte una strategia di due soste, come avevamo previsto. Alcuni hanno tentato delle alternative, vedi gli approcci diversi di Red Bull e Ferrari”.rnrnrn[showpicc]f1_hungary_sunday_stint.jpg[/showpicc]rnrnrnLa previsione Pirelli: avevamo previsto che la strategia vincente fosse su due soste, esattamente quello che si è verificato per la maggior parte dei piloti. La migliore strategia prevista era: partire con le supersoft e poi passare alle soft nei giri 12 e 41. Alla fine, Hamilton è andato più lungo di quanto pensassimo, facendo la sua prima sosta nel giro 21 e la seconda nel giro 46 dei 70 di gara. Anche le qualifiche bagnate sono state d’aiuto, con le supersoft che hanno avuto meno degrado.