Formula 1, verso Abu Dhabi: da Rosberg a Rosberg

Nel 1982 un Rosberg, col numero 6, si apprestava a disputare l’ultima gara del campionato in testa al Mondiale, con un vantaggio ridotto sull’inseguitore: 9 punti, quelli che consentirono a Keke di piazzarsi 5° nell’atto finale di Las Vegas laureandosi campione del mondo 1982.

In quel campionato Keke Rosberg dovette scontare 5 zeri (3 ritiri, una squalifica e un GP non disputato), conquistò 6 podi e vinse solo il GP di Svizzera, vincendo il titolo con 44 punti. Detta così potrebbe sembrare una barzelletta, ma in 34 anni la F.1 è cambiata. E oggi, al figlio di Keke, Nico, potrebbero non bastare 367 punti, 15 podi, 9 trionfi e un solo KO, per potersi aggiudicare il campionato 2016.rnrnIn realtà, ad Abu Dhabi, tra due settimane, alla Mercedes numero 6 basterà salire sul podio per raggiungere l’obiettivo, a prescindere dal risultato della Mercedes numero 44, quella di Hamilton. Se poi Lewis dovesse avere delle difficoltà in gara, ecco che al figlio di Keke potrebbero bastare anche dei piazzamenti.rnrnA proposito di piazzamenti. Una leggenda della Formula 1, nonché pluricampione Mercedes, Juan Manuel Fangio, ricordava che in Formula 1 lo scopo del gioco è vincere andando il più piano possibile. D’altronde la posta in palio è molto alta, così come i rischi che i piloti si assumono, come ha dimostrato anche l’ultimo GP in Brasile. Keke Rosberg fu uno dei migliori adepti del pensiero fangiano: in una stagione in cui Gilles Villeneuve perse la vita e Didier Pironi chiuse la carriera con la gambe a pezzi, Keke fece del piazzamento il suo punto di forza.rnrnrn[showpicc]620_keke.jpg[/showpicc]rn

Keke Rosberg, finlandese. Campione del mondo 1982

rn rnrnNel 2016, però, richiamarsi alla filosofia dell’asso argentino potrebbe non convenire completamente a Nico Rosberg.rnrnNelle ultime corse il tedesco non solo non ha vinto, ma ha patito il compagno di squadra. Hamilton torna dall’America imbattuto. USA, Messico e Brasile: tre successi autorevoli, con Rosberg sempre secondo, distante e affannato nel tenere a bada le Red Bull. In particolare quella della sua bestia nera, Max Verstappen. E in Brasile, dove il leader del campionato sembrava poter sferrare qualche timido attacco al compagno di squadra, la pioggia ha reso di nuovo prudente la sua guida.rnSe tra due domeniche Rosberg potrebbe vincere il titolo con un 5° posto come fece papà, va detto che il pilota della Mercedes giustificherebbe a pieno titolo il successo iridato solo mediante una perentoria vittoria.rnrnFinora infatti entrambi i piloti della scuderia di Toto Wolff hanno centrato 9 vittorie a testa. In qualifica Rosberg, dove quest’anno ha fatto il salto di qualità decisivo, paga comunque un 11 a 9 nei confronti di Hamilton.rnrnAltro aspetto dove Nico quest’anno è migliorato è il duello nel corpo a corpo. Eppure, nonostante aver dimostrato una grinta inaspettata, Rosberg non è riuscito a capitalizzare le sue manovre più decise. Per esempio in Germania per l’attacco su Verstappen e in Malesia su Raikkonen il tedesco è stato vittima di severe penalità affibbiategli dai giudici di gara. In Austria, poi, dopo una gara condotta per larga parte in testa, Rosberg ha replicato a suon di sportellate agli attacchi finali di un rimontante Hamilton. Ma dall’ultima curva è sbucato prima l’inglese…rnrnrn[showpicc]620_duello.jpg[/showpicc]rn

Gran Premio d’Austria 2016

rn rnrnAbu Dhabi sarà dunque il palcoscenico di un vero e proprio spareggio.rnrnPer Nico Rosberg la matematica lascia aperte diverse soluzioni, il prestigio solo una: la vittoria. Allo spegnimento dei semafori scopriremo quale strategia, con quale piglio Nico stringerà il volante della sua W07 Hybrid, se darà più importanza all’essere campione o al come esserlo. E scopriremo anche se il motto di Juan Manuel Fangio vale in Formula 1 come 34 anni fa.

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Francesco Bagini