Formula 1, verso Abu Dhabi: «Maledetti sono quei popoli dove la gioventù non fa tremar la terra»

Una delle immagine mitiche dalla Formula 1 è senza dubbio quella del duello tra René Arnoux e Gilles Villeneuve, al GP di Francia del 1979 (sotto il VIDEO). I due si sorpassarono più volte, urtandosi e infilandosi in spiragli, tra coraggio e incoscienza. In palio la seconda posizione, da guadagnarsi a pochi chilometri dal traguardo, alle spalle del leader, Jean-Pierre Jabouille, lontano e protagonista della storia. Arnoux e Villeneuve della leggenda.

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In questo campionato 2016, la parte di Jabouille, leader anonimo e poco inquadrato dalle telecamere, probabilmente verrà interpretata da Nico Rosberg o Lewis Hamilton, a seconda di chi sarà incoronato campione del mondo domenica prossima.rnInfatti le immagini del Mondiale che resteranno impresse nella memoria vedono protagonista un altro pilota, che quest’anno non chiuderà il campionato secondo, come il leggendario Villeneuve a Digione, ma addirittura in 5^, forse 4^ posizione, se a Abu Dhabi sopravanzerà Vettel. L’uomo, o meglio il ragazzo, in questione è Max Verstappen. rnrnL’olandese è alla seconda stagione in Formula 1 e… al secondo anno di patente di guida.rnrnIl 19enne, figlio d’arte, è salito sulla Red Bull, la sua prima macchina competitiva, il 13 maggio 2016 a Barcellona; due giorni dopo, Max, ha vinto la sua prima gara. Da allora Verstappen non ha più trionfato, ma è stato costantemente sotto i riflettori, nonostante sul gradino più alto si alternasse il duo delle Frecce d’Argento. rnrnSulle tribune la macchia arancione dei tifosi olandesi si è allargata a vista d’occhio, mentre le moviole delle TV hanno fatto l’abitudine ad esaminare le traiettorie diaboliche della Red Bull numero 33. Come al termine dell’ultimo bagnatissimo GP del Brasile, dove Verstappen ha sorpassato 11 piloti, incluso il compagno di squadra Ricciardo e il 4 volte campione del mondo Vettel, in 14 giri leggendari.rnrnrn[showpicc]620_ros_ves.jpg[/showpicc]rn

Gran Premio del Brasile 2016. Max Verstappen (19) sorpassa all’esterno Nico Rosberg (31)

rnrn rnNon sempre, però, Max si è distinto per meriti: al centro dell’attenzione ci è finito per alcune manovre pericolose, soprattutto in fase di duello con gli avversari. Tentativi disperati di sorpasso oppure chiusure rischiose pur di mantenere il muso davanti. Ha fatto scalpore che molte sue mosse, giudicate sin troppo velatamente scorrette dai colleghi, non siano state punite dai giudici di gara. In realtà gli azzardi di Max sono rimasti impuniti perché mai esplicitamente vietati. rnrnPer questo anche i commissari che governano il Circus non sono rimasti indifferenti allo scompiglio creato dal giovane pilota Red Bull. Se, dopo le polemiche scaturite per il suo debutto avvenuto all’età di 17 anni, è stato stabilito che per correre in F.1 bisognerà essere maggiorenni, a stagione in corso è stato introdotto un nuovo divieto: non è più consentito chiudere la traiettoria all’avversario in fase di frenata. Una norma difficile da rispettare per chi corre a 300 all’ora; e anche poco mirata per disciplinare l’olandese, se si considera che l’unica plateale scorrettezza che ha commesso è avvenuta sul rettilineo di Spa, quando sbarrò la strada a Raikkonen.rnrnIn tante situazioni Max ha mostrato una certa malizia, tipica di campioni del passato quali Senna o Schumacher. Con la differenza, non secondaria, che loro non avevano 18-19 anni quando si resero autori di manovre discutibili. E grazie all’esperienza e una certa disinvoltura sia Senna che Schumacher riuscivano brillantemente ad autoassolversi, rendendosi “puliti” di fronte a microfoni e tifosi, una volta sfilato il casco. Max invece è solito mantenere una certa aggressività verbale e un’irritante indifferenza anche al termine delle gare, quando si ritrova l’indice puntato addosso.rnrnrn[showpicc]620_ves_rai.jpg[/showpicc]rn

Gran Premio del Belgio 2016. “La vendetta di Max”: Verstappen (19) spinge volontariamente fuori pista Raikkonen (37), con il quale si era urtato alla partenza

rnrn rnAd Abu Dhabi il ragazzo della Red Bull non vincerà il titolo, ma sarà il pilota copertina del 2016. Max, grazie al talento unito a sfacciataggine, sta facendo tremare i campioni più titolati, come in Brasile, e sta mettendo in discussione le regole che reggono la F.1. E’ lui il protagonista rivoluzionario capace di ribaltare norme e valori, di regalare una provvidenziale vitalità a questo sport, all’età di 19 anni. Così recita un saggio motto sudamericano: «Malditos sean los pueblos donde la iuventud no haga temblar la tierra». 

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Francesco Bagini